Circa un mese fa il Presidente del Consiglio, dai microfoni dei tg, incitava i ragazzi calabresi a reagire allo strapotere della n’drangheta all’indomani dei tragici fatti di Duisburg.
Io rispondevo al Presidente con una lettera aperta pubblicata sul blog di Grillo, in cui facevo notare, tra le altre cose, che i giovani calabresi ancora prima di reagire alla n’drangheta reagiscono all’ipocrisia che circonda le istituzioni quando si parla di questo tema.
Ricordavo al Presidente, infatti, che ci sono altri giovani in Calabria, come il Pubblico Ministero Luigi De Magistris, in forza a Catanzaro, che reagisce da tempo alla n’drangheta indagando sulle commistioni tra mafia e politica. Le sue inchieste “Poiseidone” e “Why Not” hanno svelato scenari inquietanti, parlano di un sistema di potere occulto quanto trasversale di cui fanno parte politici, imprenditori e magistrati sia in Calabria che in Basilicata. Tra le persone intercettate da De Magistris, leggiamo sui giornali, c’è anche il Ministro Mastella ed altri parlamentari calabresi, mentre nei tabulati telefonici appare un numero che sembra essere stato in dotazione a Romano Prodi.
Alla mia lettera-appello Prodi ovviamente non ha risposto, ha risposto invece coi fatti il Ministro della Giustizia Clemente Mastella, che dopo aver inviato gli ispettori a Catanzaro ha proposto il trasferimento del magistrato. Forse De Magistris ha reagito troppo?
Dopo aver denunciato al CSM alcuni tentativi, da parte dei “poteri forti”, di sottrargli le indagini mirando a dimostrare una sua incompatibilità, De Magistris adesso si scopre destinatario di un’azione disciplinare da parte del Guardasigilli.
Questa volta la lettera non sono io a scriverla ma i Meetup di Catanzaro, Cosenza, Crotone e Reggio Calabria che contano quasi 1000 iscritti e che si sono riuniti d’urgenza a Catanzaro il 23 settembre scorso per reagire all’ennesimo atto di arroganza della casta.
Questa volta i destinatari della lettera non sono più i rappresentanti delle istituzioni, dall’azione dei quali ci sentiamo profondamente raggirati, ma il sempre più numeroso popolo del V-Day.
Qualcuno sta tentando di sottrarci, per l’ennesima volta, il diritto alla giustizia. Ma noi faremo tutto quanto è lecito per impedirlo. Vogliamo sapere da che parte stare, chi sono i buoni e chi sono i cattivi, perché non riusciamo più a distinguerli.
Abbiamo deciso, pertanto, di invitare il popolo del V-Day a provocare uno “tsunami elettronico” inondando le caselle e-mail del Ministero della Giustizia, del Consiglio Superiore della Magistratura e del Presidente della Repubblica (vanno bene anche i tradizionali telegrammi e i fax) con messaggi che esprimano tutto il nostro sdegno e la nostra indignazione verso quei rappresentanti istituzionali che continuano a tradire la nostra buona fede, smentendo puntualmente coi fatti ciò che affermano a parole, e per chiedere che De Magistris resti a Catanzaro per continuare a reagire, insieme con noi e ci auguriamo con lo Stato, alla n’drangheta.
P.S. Il sito del Ministero della Giustizia www.giustizia.it non prevede una mail dedicata alla comunicazione con il cittadino ma solo una per la stampa, il che la dice lunga riguardo la lontananza della politica dai cittadini e la “vicinanza” con il mondo dell’informazione.
Ottobre 1, 2007 alle 10:33 am
ho fatto il mio dovere di cittandino.
un obbligo. mi ha preso 5 min. noiosi, probabilmente inutili ma necessari certamente.
ho spedito una email di protesta al presidente della repubblica
ho parlato con un cafone romano al CSM
ho mandato un fax firmato al Portavoce del Ministro Marvin Ceccato fax +39 06.68897342
Bisogna farlo.
W l’italia degli onesti, w la repubblica !!!
GRAX